Mai più dimissioni in bianco

dimissioniinbiancoNiente più dimissioni in bianco – Si tratta di quel fenomeno per cui il lavoratore è costretto a firmare delle dimissioni che poi il datore utilizzerà quando più gli è comodo. Adesso non sarà più possibile, perché – come spiega il ministro Poletti – “noi diciamo al datore di lavoro: se ci dai un foglio con la firma del lavoratore, per noi quel foglio non è valido, bisogna far firmare un apposito modulo, con data e numero, da noi preparato”.

Il Decreto Legislativo n.151/2015 ha introdotto una nuova procedura semplice e tracciabile nei casi di recesso del lavoratore dal rapporto di lavoro (dimissioni e risoluzioni consensuali) con l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”, che penalizza in particolare alcune categorie di lavoratrici e lavoratori.

Oltre alle procedure finalizzate a fornire maggiore garanzie al lavoratore, viene introdotto un ulteriore sistema sanzionatorio creato ad hoc, in caso di abusi.

A partire dal 60° giorno successivo all’emanazione del Decreto Ministeriale di attuazione, le dimissioni o le risoluzioni consensuali devono essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, ad esclusione del lavoro domestico o dei casi di risoluzione a seguito di conciliazione stragiudiziale.

Il Decreto Ministeriale di attuazione indicherà quali dati di identificazione dovranno essere inseriti nella modulistica e le modalità di invio di quest’ultimo. È prevista la possibilità di invio tramite patronati, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazione ed enti bilaterali.

Una volta effettuato l’invio, sarà possibile revocare le dimissioni o le risoluzioni consensuali entro 7 giorni.

Le disposizioni previgenti della Legge 92/2012 saranno abrogate trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale.

Sotto il profilo sanzionatorio, in caso di alterazione dei dati da parte del datore di lavoro, questo sarà punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 30.000 euro.

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