Collaborazioni coordinate e continuative e lavori a progetto

Lavoro-a-progettoLe collaborazioni coordinate e continuative sono solo limitati ad alcuni casi e in uno stretto periodo di tempo. Dal 24 ottobre 2004 i contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono usciti di scena. A sostituirli è stato il contratto a progetto, un istituto inserito ex novo dalla legge Biagi, che offre maggiori garanzie contro il fenomeno dei lavori subordinati co.co.co..
Il contratto a progetto rappresenta una diversa modalità di realizzare una collaborazione coordinata e continuativa. In questo caso, è indispensabile un contratto scritto, nel quale sia descritta la prestazione e il risultato da raggiungere.
Le collaborazioni dovranno quindi essere ricondotte ad un progetto, oppure trasformate in lavoro autonomo, lavoro subordinato o nelle diverse forme contrattuali previste dalla riforma (art. 86 del dlgs 276/03). Fanno eccezione il pubblico impiego, che potrà continuare ad utilizzare co.co.co. ed una serie di casi specifici, come gli agenti di commercio, gli iscritti ad albi professionali, il lavoro occasionale di durata non superiore a 30 giorni e per un compenso annuo di massimo 5.000 euro con lo stesso committente.

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