| Dario Fo
(Sangiano (VA), 24 marzo 1926) è un noto scrittore, attore
e regista italiano.
Ha ricevuto nel 1997 il Premio Nobel per la letteratura. È
famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale, per
l'impegno politico ed ecologico.
Compiuti gli studi all'Accademia di Brera di Milano, dal 1950 iniziò
a recitare e a scrivere testi satirici per la radio e la televisione.
Trasferitosi a Roma, dal 1955 al 1958 lavorò come soggettista
per il cinema. Con la moglie Franca Rame fondò un proprio
gruppo teatrale, la "Compagnia Dario Fo - Franca Rame"
(1958-1968), i brevi pezzi pungenti preparati dalla coppia per il
programma televisivo di varietà Canzonissima furono censurati
così spesso che i due attori e drammaturghi nel 1962 lasciarono
la RAI e ripresero a recitare in teatro. Nel 1968 costituirono il
gruppo "Nuova Scena", che si esibiva a prezzo politico
e in luoghi volutamente alternativi rispetto alle sedi ufficiali,
propugnando il ritorno del teatro alle origini popolari e rivalutandone
la funzione sociale. Riscosse molto successo Mistero buffo (1969),
in cui Fo, unico attore, presentava un insieme di elaborazioni fantasiose
di antichi testi, in un estroso impasto linguistico, il grammelot.
Negli anni '70, schieratosi al fianco delle organizzazioni extraparlamentari,
realizzò il collettivo "La Comune" che, tra le
altre attività, s'impose per l'appassionato tentativo di
dare nuova linfa al teatro di strada. Tra le più efficaci
trovate di Fo si colloca l'uso del "grammelot", un linguaggio
teatrale in cui l'attore non pronuncia parole reali, ma emette suoni
che imitano, nell'intonazione e nel ritmo, un idioma esistente (francese,
inglese) e il padano, dialetto inesistente, compendio di tutti i
dialetti di una Val Padana viva nell'immaginario popolare. Ideate
e interpretate spesso insieme alla moglie Franca Rame, le farse
di Fo sono sempre state tanto invise all'autorità ecclesiastica
e dissacranti nei confronti della morale borghese, quanto ricche
di valori sociali e politici.
In particolare, si ricordano Gli arcangeli non giocano a flipper
(1959); Aveva due pistole dagli occhi bianchi e neri (1960); Isabella,
tre caravelle e un cacciaballe (1963); Settimo ruba un po' meno
(1964); La signora è da buttare (1967); Morte accidentale
di un anarchico (1970) ispirata al caso della misteriosa morte dell'anarchico
Giuseppe Pinelli; Tutti uniti, tutti insieme, ma scusa quello non
è il padrone? (1971); Pum pum. Chi è? La polizia (1972);
Il Fanfani rapito (1973); Non si paga, non si paga! (1974); Coppia
aperta (1983); Johan Padan a la descoverta delle Americhe (1991);
Marino libero, Marino è innocente (1998), sulla vicenda giudiziaria
di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, ex militanti
di Lotta continua, accusati dal vecchio compagno Leonardo Marino
dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi (1972).
Dario Fo, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1997,
dopo esservi già stato candidato nel 1975, è insieme
a Eduardo De Filippo, l'uomo di teatro più completo che l'Italia
abbia mai avuto, ed anche uno dei pochi autori viventi che sono
regolarmente rappresentati in tutto il mondo.
Sebbene si tratti di un uomo di teatro e non di un autore di narrativa,
Fo occupa una posizione di rilievo in un secolo che, comunque, ha
visto sorgere anche l'astro di Pirandello, la cui produzione teatrale
è largamente superiore a quella propriamente narrativa. Le
caratteristiche più note, ma certo non le sole, dell'opera
di Fo sono l'anticonformismo e la forte carica satirica esercitata
soprattutto sulla politica, sulla Chiesa e sulla morale comune.
Tale sua posizione fortemente antagonistica gli ha causato non pochi
problemi col potere, meritandogli la fama di artista scomodo.
All'interno della sua vastissima produzione (circa settanta lavori)
i personaggi dell'attualità, della storia o del mito, sono
presentati sempre in un'ottica rovesciata, opposta a quella comune
(il gigante Golia è buono e pacifico, mentre Davide è
un litigioso rompiscatole, Napoleone e Nelson si comportano come
bambini che si fanno reciproci dispetti, etc.). |