Gianni Amelio
(S.Pietro di Magisano, CZ, 20 gennaio 1945) è un noto regista
cinematografico italiano.
Dopo la laurea in filosofia, conseguita all'Università di Messina,
negli anni ‘60 si trasferisce a Roma dove lavora come operatore
e aiuto regista in molti film (soprattutto con Gianni Puccini nei
film Ballata da un miliardo, Dove si spara di più, I sette
fratelli Cervi).
Nel 1970 si pone dietro la macchina da presa, nell'ambito dei programmi
RAI, per la realizzazione della pellicola La fine del gioco. Nel 1973
gira La città del sole, che viene premiato al Festival di Thonon
dell’anno successivo, al quale segue, nel 1976, Bertolucci secondo
il cinema, un documentario sulla lavorazione dal film Novecento.
Del 1978 è il giallo La morte al lavoro, vincitore del premio
FIPRESCI al Festival di Locarno, e dello stesso anno è anche
Effetti speciali, un thriller imperniato sul mondo del cinema.
Nel 1979 Amelio gira Il piccolo Archimede, film per la televisione
molto apprezzato dalla critica, adattato dalll’omonimo romanzo
di Aldous Huxley, che frutta a Laura Betti il premio di miglior attrice
al Festival di San Sebastian. Finalmente, nel 1983, Amelio entra nel
circuito cinematografico propriamente detto: il film Colpire al cuore,
presentato alla Mostra cinematografica di Venezia, riscuote il favore
della critica.
I consensi si confermano nel 1989 con I ragazzi di via Panisperna,
che racconta le vicende del gruppo di fisici di cui facevano parte,
negli anni ‘30, Enrico Fermi ed Edoardo Amaldi; nel 1990 il
film Porte aperte (interpretato da Gian Maria Volonté e tratto
dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia) gli procura la nomination
all’Oscar.
Con Il ladro di bambini, il suo maggior successo commerciale, vince
nel 1992 il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes e l'European
Film Award come miglior film; Lamerica si aggiudica il premio Osella
d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1994.
In ultimo, nel 1998, Così ridevano vince il Leone d'Oro, sempre
alla Mostra del cinema di Venezia.
Nella 61° edizione del Festival di Venezia si presenta in concorso
con il film Le chiavi di casa, tratto dal romanzo di Giuseppe Pontiggia
Nati due volte, dove affronta il tema di un padre che tenta di stabilire
un rapporto col figlio disabile. Il film, nonostante fosse considerato
dalla critica come uno dei più autorevoli candidati al Leone
d'oro, non vince nessun premio ma pochi mesi dopo viene selezionato
come candidato italiano agli Oscar per il miglior film straniero. |