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La multimage la casa editrice dei diritti
umani, Libri: Un uomo e tre numeri e Della dignità dell'uomo
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Vedi
anche: Opere
complete 1 di Silo, Opere complete
2 di Silo, Con il mondo a scuola di M.T.
Corallo, Giornate incazzate di Antar, Una nuova generazione volta
pagina di Noam Chomsky, I KAÑJARIJA
di Ratko Dragutinovic, Cronache da sotto le bombe di A cura di PeaceLink,
Interpretazioni dell'Umanesimo
di Salvatore Puledda, Autoliberazione di Luis Ammann, Un
uomo e tre numeri di Enea Fergnani, Della dignità dell'uomo
di Pico della Mirandola, All'ombra
di Sendero di Edilberto Oré Cardenas, Pena di Morte ? No
Grazie di M. Cinque e M. Carbone, Il Lamento della Pace di Erasmo
da Rotterdam, Il Tritacarne di Karl
Louis Guillen |
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La storia di un antifascista, del suo viaggio e del suo
ritorno dai luoghi dell'orrore
La toccante storia di un avvocato antifascista nel suo
percorso tra tre luoghi di prigionia e sterminio durante la Seconda
Guerra Mondiale. La sua sopravvivenza nasce dall'amore per i suoi
cari, la fede nelle sue idee e nella vita. Scritto di getto al
ritorno dalla sua avventura il libro mantiene tutta la forza narrativa
e mostra un'inedita testimonianza di quegli oscuri momenti. Il
libro è realizzato in collaborazione con le associazioni
dei reduci dai campi di sterminio.
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Il
"manifesto" dell'Umanesimo storico
Qual'è la "natura" dell'Uomo? Questa fondamentale
domanda aleggia in questa che doveva essere la presentazione delle
tesi di Pico e che si covertì nel "manifesto" dell'Umanesimo
storico. Qui presentato da un'introduzione di Salvatore Puledda
sul significato di questo libro per gli umanisti contemporanei.
Dall'introduzione di Salvatore Puledda:
“Il primo umanesimo da prendere in considerazione
è l’umanesimo per antonomasia, e cioè quello
rinascimentale. Certo, tutti sappiamo che il Rinascimento è
stato un fenomeno culturale estremamente
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amplio
ed articolato, che presenta aspetti molto diversi ed anche fortemente
contraddittori. Tuttavia, per quello che si riferisce all’immagine
dell’essere umano, vi sono alcuni tratti caratterizzanti,
per così dire, che appaiono fin dall’inizio dell’epoca
rinascimentale e che permangono per tutto il suo sviluppo. Io li
riassumerei così:
1. Esaltazione della dignità e libertà
dell'essere umano.
2. Riconoscimento dell'assenza di una "natura"
umana stabile e definitiva. In altre parole, l'uomo non ha un'essenza
fissata una volta per tutte ma è un essere libero che si
auto-costruisce. Quest'idea si trova espressa con particolare chiarezza
nella "Orazione sulla dignità dell'uomo" di Pico
della Mirandola che può essere considerata come un vero e
proprio "Manifesto" dell'umanesimo rinascimentale.
3. La concezione dell'uomo come "grande miracolo",
come un infinito che, in quanto microcosmo, riflette in sé
tutte le proprietà dell'universo o macrocosmo. Questa concezione
comporta anche che l'universo non sia semplice materia inanimata,
come nella visione moderna, ma sia un organismo vivente e senziente
a suo modo, che sia una sorta di macro-antropo. Questa concezione,
per noi che siamo immersi nel modo di pensare moderno, nel sistema
di verità comunemente accettato oggi, nell'episteme moderna,
come direbbe Foucault, è estremamente difficile da afferrare,
nonostante sia stata una verità indubitabile per le figure
più alte del Rinascimento, come ad esempio Leonardo.
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