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La multimage la casa editrice dei diritti
umani, Libri: I KANJARIJA e Cronache da sotto le bombe
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libri a 1,50 € e con nessun obbligo di altri acquisti
di libri! |
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3 cd di musica a soli 12,90
€ dei maggiori cantanti italiani e stranieri |
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Vedi
anche: Opere
complete 1 di Silo, Opere complete
2 di Silo, Con il mondo a scuola di M.T.
Corallo, Giornate incazzate di Antar, Una nuova generazione volta
pagina di Noam Chomsky, I KAÑJARIJA
di Ratko Dragutinovic, Cronache da sotto le bombe di A cura di PeaceLink,
Interpretazioni dell'Umanesimo
di Salvatore Puledda, Autoliberazione di Luis Ammann, Un
uomo e tre numeri di Enea Fergnani, Della dignità dell'uomo
di Pico della Mirandola, All'ombra
di Sendero di Edilberto Oré Cardenas, Pena di Morte ? No
Grazie di M. Cinque e M. Carbone, Il Lamento della Pace di Erasmo
da Rotterdam, Il Tritacarne di Karl
Louis Guillen |
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La
storia e la cultura del popolo rom raccontata da un rom.
Un libro per conoscere, capire e per liberarsi dai pregiudizi
su un popolo perseguitato, orgoglioso delle sue tradizioni. Questo
libro, scritto da un rom e realizzato insieme all'Opera Nomadi,
l'U.N.I.R.S.I. e le Biblioteche di Roma, è un contributo
importante a favore della conoscenza di uno dei popoli più
discriminati perché poco incline ad uniformarsi ad un modello
che ci hanno rifilato, di contrabbando, come un modello perfetto
ed eterno da imitare in tutte le latitudini. Un modello che non
prevede la grande adattabilità di questo popolo, non prevede
che si possa amare andare in giro per il mondo, conservare le
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| Questo
libro, con il suo meccanismo che dedica il 10% del prezzo di copertina
ad altre stabili e permanenti attività di informazione e
di difesa legale, vuole andare al di là della sua semplice
pubblicazione per dare un contributo che duri nel tempo a questa
lotta per il riconoscimento della diversità culturale di
tutti i popoli, indipendentemente dalla loro collocazione in un
posto centrale o marginale nell'attuale società ed annunciare
la nascita di una società basata sui migliori apporti di
tutte le culture e di tutti i popoli, una società che proclami
la diversità come massima ricchezza e faccia della convergenza
il suo massimo valore; una società umana, una società
per tutti e di tutti, la società del prossimo futuro.
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Le
email dei pacifisti serbi sotto le bombe della NATO
Durante la guerra contro la Repubblica Federale di Iugoslavia
i pacifisti italiani diffondevano le e-mail dei "nemici";
questo libro raccoglie questa strana, toccante, assurda antologia
di impressioni, riflessioni, ironie e depressioni. Le parole di
Maja, Djordje e Sasa ci impongono di non dimenticare che la violenza
è sempre qualcosa di ingiustificabile e di tremendo, di indegno
per ogni essere umano.
Un libro per ricordarsi che non ci sono guerre "buone".
il 10% del prezzo di copertina di questo libro va a finanziare il
progetto di un'aula informatica per la pace nell'Università
di Nis.
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| Dall'introduzione
di Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink:
"Nella guerra contro la Repubblica Federale di Iugoslavia
l'informazione pacifista ha compiuto un balzo in avanti per quantità,
qualità e rapidità. E' stata infatti la prima guerra
combattuta anche su Internet. Il sito della rete telematica PeaceLink
veniva aggiornato anche 20-30 volte al giorno e consultato da migliaia
di persone perché conteneva la mappa completa della mobilitazione
antiguerra. È stato un archivio di testimonianze e informazioni
alternative. In tempo reale dalla rete sbucavano le voci dell'Italia
che la TV censurava. Sul sito c'era molto più spazio di quanto
ne potessero offrire quei (pochi) giornali di tendenza pacifista.
Era così possibile tenere on line un dossier sempre aggiornato
sul Kossovo e sulla guerra. Il dossier era prelevato ogni giorno
dal sito e circolava in tante città, dove ognuno poteva stamparlo,
fotocopiarlo e diffonderlo. Un simile servizio non lo poteva realizzare
alcun giornale se non a costi proibitivi. I gruppi di base producevano
le informazioni e le facevano circolare. Stampante e fotocopiatrice
facevano da collegamento fra il modem e la piazza. Dal digitale,
alla carta, alle persone.
Il villaggio globale antiguerra ha compiuto così la sua prima
esercitazione pratica scrivendo in Italia una nuova pagina di esperienza
nonviolenta collettiva col computer. "Dal basso", e mai
come prima, le tecnologie info-telematiche hanno giocato un ruolo
di rilievo nella mobilitazione nonviolenta così come fra
i militari i sistemi di telecomunicazione hanno svolto il ruolo
di "rete di coordinamento" del sistema bellico. In collegamento
con le città di Nis e Belgrado, i pacifisti potevano comunicare
con gli oppositori di Milosevic e da loro sapevano "in tempo
reale" (dal vivo delle loro testimonianze) che venivano lanciate
bombe a grappolo sui civili. Via Internet si potevano conoscere
le distanze e apprendere che i quartieri residenziali bombardati
erano lontani chilometri (e non metri) dalle caserme. La NATO mentiva.
Diceva di voler bombardare i militari e invece terrorizzava i civili
colpendo sempre più vicino le persone. La NATO parlava di
errori involontari di alcuni metri. Ma tramite PeaceLink giungeva
la voce libera di Djordje Vidanovic, oppositore di Milosevic, testimone
dei bombardamenti. Ma più la NATO diceva bugie e - come il
naso di Pinocchio - più si allungavano le comunicazioni Internet
di Djordje Vidanovic, nostro corrispondente e vittima dall'inferno
di Nis."
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